Resistenza francese

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Per resistenza francese si intende il movimento armato clandestino che durante la seconda guerra mondiale combatté contro l’occupazione militare della Francia da parte della Wehrmacht e contro lo stato autoritario di Vichy, dopo la resa del governo e dell’alto comando di Francia nel 1940. I gruppi della resistenza comprendevano uomini armati (chiamati solitamente maquis), editori di giornali e cinegiornali clandestini e spie al servizio degli Alleati. La resistenza francese cooperò con i servizi segreti alleati (Office of Strategic Services e Special Operations Executive), specialmente nel fornire informazioni sul Vallo Atlantico e coordinare i sabotaggi e altre azioni utili a contribuire al successo dello sbarco in Normandia.

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Il 18 giugno 1940, Charles de Gaulle si rivolse via radio da Londra al popolo francese e incitò i francesi a continuare la lotta contro i tedeschi. Questo messaggio fu ben recepito nel nord della Francia, meno nel sud del Paese. Così come erano variegati gli elementi dello Stato di Vichy, anche la resistenza in realtà comprendeva numerose formazioni diverse per motivazioni e scopi: c’erano movimenti che prendevano ordini direttamente dallo Special Operations Executive, la resistenza comunista, gruppi leali a De Gaulle e anche gruppi regionalisti. I primi movimenti di resistenza si ebbero al nord, come l’OCM (Organisation Civile et Militaire) e dalla fine del 1940, sempre al nord si pubblicavano sei giornali clandestini. Nel maggio del 1941 fu paracadutato il primo agente del SOE in Francia settentrionale per assistere alle operazioni della resistenza. In aggiunta, lavoravano per conto degli Alleati anche la resistenza belga, polacca e olandese. Molti membri erano ex-soldati sfuggiti ai tedeschi o che erano stati rilasciati dai campi di prigionia e che avevano nascosto le armi in attesa di poter combattere di nuovo.

source : https://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_francese

source : https://fr.wikipedia.org/wiki/R%C3%A9sistance_int%C3%A9rieure_fran%C3%A7aise

Réforme des retraites : à quoi faut-il s’attendre ?

La gauche capitaliste va donc continuer les réformes de la droite ultra-capitaliste au détriment des salariés du secteur privé et ce n’est pas fini … a force de réformes, la révolte s’ arme … ce gouvernement doit être particulièrement attentif aux aspects sociaux en envisageant simplement d’ emprunter cette voie, sans toucher aux nombreux avantages des retraités « #protégés » qui participent a rendre ce système par répartition obsolète ou ils ne prennent que les avantages sans jamais participer  en payant « les cotisations »  les contre-parties nécessaires a la vie de ce système. La révolte est là, et de la révolte a la révolution, il n’y a que quelques pas et quelques idées … alors « a quoi faut il s’ attendre ? » vraiment … …

Le gouvernement s’apprête à s’attaquer à la douloureuse réforme des retraites.

Après une consultation des partenaires sociaux ce lundi, il se prépare pour la grande conférence sociale des 20 et 21 juin prochains. Quelles mesures pourraient être envisagées ? A quoi faut-il s’attendre ? Le point avec Planet.fr.

source : http://www.planet.fr/emploi-retraite-reforme-des-retraites-a-quoi-faut-il-s-attendre.350326.1401.html

#protégés : fonctionnaires.